Dieta Plank:

 

cos’è davvero e perché fa tanto discutere

La dieta Plank è uno di quei regimi alimentari che periodicamente tornano a galla promettendo risultati rapidi e quasi “miracolosi”. Parliamo di una dieta iperproteica, fortemente ipocalorica e di brevissima durata (14 giorni), che promette una perdita di peso fino a 9 kg in due settimane e, ciliegina sulla torta, il mantenimento del peso raggiunto per anni senza particolari sforzi.

Già da qui dovrebbe scattare qualche campanello d’allarme. Non perché dimagrire sia impossibile, ma perché quando le promesse sono così aggressive, è sempre il caso di fermarsi un attimo e capire come e a quale prezzo.

Il “mistero” del nome: Plank non c’entra nulla

Partiamo da un equivoco storico: Max Planck (con la “c”, non Plank) è stato uno dei più grandi fisici della storia, padre della meccanica quantistica. Tuttavia, non ha mai avuto nulla a che fare con questa dieta.

La stessa Società Max Planck, prestigioso ente di ricerca scientifica tedesco, ha ufficialmente smentito qualsiasi collegamento tra lo scienziato e questo protocollo alimentare. Tradotto: il nome è stato scelto per suonare “scientifico” e autorevole, ma di scientifico c’è ben poco.

Non è un buon biglietto da visita, diciamolo.

Come funziona la dieta Plank

La dieta Plank rientra a pieno titolo nella categoria delle diete lampo. Il principio è semplice (e brutale):

    • drastica riduzione delle calorie

    • eliminazione o forte limitazione dei carboidrati

    • consumo elevato di proteine animali

    • assenza di indicazioni precise su porzioni e fabbisogni individuali

    • nessun piano di attività fisica associato

In pratica, si mangia poco, in modo ripetitivo, sbilanciato e per un periodo molto breve. Il calo di peso arriva, ma è fondamentale capire da dove arriva quel peso perso.

Un esempio di menu settimanale

Il menu classico della dieta Plank è uguale per tutti: uomini, donne, giovani, adulti, persone sedentarie o attive. Nessuna distinzione. Già questo, dal punto di vista nutrizionale, è un problema.

Ecco un esempio tipico:

    • Colazione: caffè o tè senza zucchero (talvolta con un po’ di pane)

    • Pranzo: uova sode, bistecca o pesce con verdure

    • Cena: prosciutto cotto, uova o yogurt

Le quantità sono indicate come “QB” (quanto basta), che nella pratica significa: arrangiati. L’unica raccomandazione costante è bere molta acqua, anche oltre i 2 litri al giorno, per “proteggere i reni” dall’eccesso proteico.

Un dettaglio che, già da solo, dice molto.

Perché si dimagrisce così in fretta?

La dieta Plank funziona? Sì, nel senso che il peso scende. Ma il punto non è se dimagrisci: è cosa stai perdendo.

Nei primi giorni di una dieta così restrittiva avvengono tre fenomeni principali:

    1. Svuotamento delle riserve di glicogeno, che porta a una perdita rapida di acqua

    2. Riduzione drastica delle calorie, quindi il corpo consuma massa magra oltre al grasso

    3. Chetoacidosi nutrizionale, che riduce l’appetito ma aumenta lo stress metabolico

Risultato: la bilancia scende velocemente, ma una parte significativa del peso perso non è grasso.

Il mito dei “9 kg in 14 giorni”

Dal punto di vista fisiologico, una perdita di peso considerata sicura e sostenibile è di circa 0,5–1 kg a settimana. Tutto ciò che va oltre, soprattutto in tempi così brevi, è quasi sempre associato a:

    • perdita di massa muscolare

    • disidratazione

    • rallentamento del metabolismo

    • recupero rapido del peso perso

Non a caso, anche online, molte testimonianze parlano di risultati variabili: chi perde 6 kg, chi 9, chi ne riprende una parte subito dopo. Un’oscillazione del 30–40% sull’obiettivo promesso non è esattamente sinonimo di affidabilità.

Il mantenimento: il punto più debole

La dieta Plank promette che non serve una fase di mantenimento, ma subito dopo suggerisce di:

    • evitare zuccheri

    • limitare i carboidrati

    • ridurre l’alcol

Tradotto: una fase di mantenimento esiste eccome, solo che non è strutturata. Il problema è che, dopo 14 giorni così rigidi, tornare a mangiare “normalmente” senza una guida porta spesso al classico effetto yo-yo.

Il corpo, stressato e affamato, tende a recuperare ciò che ha perso. E lo fa in fretta.

Effetti collaterali e controindicazioni

In soggetti sani, per un periodo molto breve, una dieta iperproteica può non causare danni immediati. Ma questo non significa che sia priva di effetti collaterali.

I più comuni includono:

    • stanchezza e debolezza

    • crampi muscolari

    • fame persistente

    • difficoltà di concentrazione

    • alterazioni del sonno

    • stitichezza per carenza di fibre

A livello metabolico, può aumentare il rischio di:

    • disidratazione

    • squilibri elettrolitici

    • aumento del colesterolo

    • sovraccarico renale ed epatico

La dieta Plank è sconsigliata a chi soffre di diabete, ipercolesterolemia, problemi renali o epatici, gotta, e a donne in gravidanza o allattamento. Da evitare anche per sportivi e lavoratori fisicamente attivi.

L’aspetto psicologico: il grande non detto

C’è poi un tema spesso sottovalutato: il rapporto con il cibo. Seguire una dieta così estrema può rinforzare un’idea pericolosa: dimagrire a ogni costo, anche sacrificando salute ed equilibrio.

Questo tipo di esperienza lascia spesso dietro di sé:

    • frustrazione

    • senso di fallimento

    • perdita di fiducia nel proprio corpo

    • peggioramento del rapporto con il cibo

Non esattamente ciò che si intende per “benessere”.

La dieta Plank fa dimagrire, sì. Ma lo fa in modo rapido, sbilanciato e difficilmente sostenibile. Non educa, non personalizza e non prepara al mantenimento. È una scorciatoia che, nella maggior parte dei casi, presenta il conto poco dopo.

Per chi desidera mantenersi in salute nel tempo, migliorare il proprio peso e il proprio rapporto con il cibo, un percorso nutrizionale equilibrato, personalizzato e guidato da un professionista resta la strada più sensata. Più lenta, forse. Ma decisamente più solida.

E soprattutto: molto meno incline a farti ricominciare tutto da capo.

F.A.Q.

La dieta Plank funziona davvero per dimagrire?

Sì, la dieta Plank porta a una rapida perdita di peso grazie alla forte restrizione calorica e all’elevato apporto proteico. Tuttavia, gran parte del peso perso è costituito da liquidi e massa magra, non solo grasso.

La dieta Plank è pericolosa per la salute?

In soggetti sani e per periodi molto brevi può non causare danni immediati, ma presenta diversi rischi: carenze nutrizionali, affaticamento, disidratazione e aumento del colesterolo. È sconsigliata a molte categorie di persone.

Dopo la dieta Plank il peso si mantiene davvero?

No, non esistono prove scientifiche che confermino il mantenimento del peso per anni. Senza una fase di mantenimento strutturata, il rischio di recuperare i chili persi (effetto yo-yo) è elevato.

Dott.ssa Giulia Faletti

Dott.ssa Giulia Faletti

Nutrizionista

La Dottoressa Giulia Faletti è una biologa nutrizionista iscritta all’Ordine dei biologi della Lombardia che se vuole può aggiungere (AA_091351).

La sua missione è chiara: aiutare le persone a sentirsi meglio nel proprio corpo e a sviluppare una relazione positiva e sana con il cibo.

Il suo approccio umano e non prescrittivo mette al centro la persona, supportandola nel recupero di quella saggezza corporea che spesso viene smarrita a causa della pressione della cultura della dieta.

Lavora sia con adulti che con bambini

Dott.ssa Francesca Colombo

Dott.ssa Francesca Colombo

Nutrizionista

Mi chiamo Francesca Colombo e sono una Biologa Nutrizionista iscritta all’Ordine dei Biologi della Lombardia (AA_100234).

Ho conseguito la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano, dove ho poi proseguito il mio percorso accademico, laureandomi con lode in Alimentazione e Nutrizione Umana.

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